Terni – Sul prelievo coatto di DNA a Juan

Sul prelievo coatto di DNA a Juan

Come ci aveva annunciato in una lettera precedente, il 4 marzo, nel carcere di Terni, si è svolto il prelievo coatto di DNA a Juan. In seguito a un suo precedente rifiuto, il PM aveva chiesto e ottenuto dal GIP di Venezia l’autorizzazione a procedere “con mezzo di coercizione fisica”. Il 4 marzo erano presenti, oltre all’avvocato, un medico, due periti (presumibilmente del RIS di Parma), due graduati e tre guardie carcerarie. Juan ha opposto una resistenza passiva, simbolica, sedendosi per terra, abbassando la testa e rifiutandosi per principio di aprire la blocca. È stato alzato di peso dalle guardie, che gli hanno aperto la bocca con la forza mentre i periti gli infilavano il tampone in bocca. Una coercizione da protocollo.

Fonte: RoundRobin

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