[Operazione Ardire] – Giuseppe arrestato solo per aver gestito un blog

Abbiamo pubblicato nella sezione Download l’OCC integrale, testo del GIP e la lunga integrale citazione (oltre 200 pagine) della richiesta del PM, dell’Operazione Ardire, scattata la mattina del 13 giungo con l’arresto di 10 compagni in Italia, Germania e Svizzera*

Chiediamo ai compagni e alle compagne che gestiscono siti di movimento di aiutarci nella divulgazione. La nostra solidarietà è incondizionata. Il nostro disprezzo per le scartoffie giudiziarie è superfluo ricordarlo. Conoscere però può essere utile per difendersi. Tanto più che ci troviamo di fronte al nulla, al vuoto pneumatico, con Alessandro e Sergio che sono stati arrestati per episodi avvenuti quando erano in carcere e la cui colpa è di aver fatto una settimana di sciopero della fame (secondo i ROS un comportamento che in codice significava il dare il via alle azioni).

Fra gli arrestati ce ne è uno, Giuseppe, che ha la sola colpa di aver collaborato con i blog culmine, iconoclasta, parolearmate. Non ci sono altri reati a lui imputati (pag 4 e 5, capo D). Per questo è stato arrestato: “elaborava, redigeva, o comunque divulgava attraverso i web log Culmine, Iconoclasta e Parole armate, documenti e comunicati riconducibili alle attività criminose poste in essere dai gruppi dell’organizzazione anarchica informale” e ancora “reato aggravato dalla finalità del terrorismo”. Chiunque abbia pubblicato rivendicazioni nel proprio sito, chiunque diffonda informazioni scomode al regime, potrà da ora in poi essere arresto. Il boia Manuela Comodi si conferma, ancora una volta, all’avanguardia nella repressione: di questo passo la prossima inchiesta le verrà affidata dalla Gestapo.

Non ce ne frega niente della canea garantista, ma come si pongono, di fronte a questo evidente abuso delle norme del regime liberale-borghese, i radicali, i cosiddetti “sinceri democratici”, i giornalacci che ci rompono le palle tutti i giorni sulle violazioni dei diritti di stampa, sulla repressione della rete internet, ecc, ecc, quando questo avviene in Cina, nei paesi arabi o comunque in regimi concorrenti e avversari di quelli in cui viviamo? Anzi no, della loro opinione non ci importa nulla. Ma come anarchici e come rivoluzionari che non hanno mai elemosinato i diritti che concede il regime, non possiamo non reagire, con i nostri metodi, di fronte ad una riduzione oggettiva della libertà “di stampa” e “di opinione”.

Facciamo appello ai siti di movimento per coordinare insieme una campagna, almeno virtuale, per Giuseppe e in generale per la libertà di pubblicare rivendicazioni e documenti scomodi al regime.

* (nb – il documento non è più disponibile)

Fonte: Velena

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