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Mobilitazioni solidali processo “Scripta Manent” – Presidio Genova 26.09

Riceviamo e pubblichiamo:

Genova, piazza San Lorenzo

sabato 26 settembre ore 16.00

PRESIDIO CONTRO LA REPRESSIONE IN SOLIDARIETA’ AGLI ANARCHICI/E ARRESTATI/E PER L’OPERAZIONE “SCRIPTA MANENT”

NON BASTANO LE SBARRE PER RINCHIUDERE L’ANARCHIA

Si avvia a conclusione, a Torino, il processo d’appello per l’operazione  «Scripta Manent». Era il 6 settembre 2016, quando vennero arrestati/e  otto anarchici/e con l’accusa di aver costituito o partecipato ad una  «associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di eversione  dell’ordine democratico», accusa di cui nel processo sono imputati circa  una ventina di anarchici/e. In particolare le accuse sono di aver  realizzato dal 2013 ad oggi diverse azioni dirette e armate contro le  forze dell’odine (questori, caserme dei carabinieri ed allievi  carabinieri, RIS), uomini di stato (sindaci, ministro degli interni),  giornalisti, ditte coinvolte nella ristrutturazione dei CIE ed un  direttore di un centro di reclusione per migranti, rivendicate FAI e  FAI-FRI (Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario  Internazionale). Inoltre, di aver scritto e redatto pubblicazioni  anarchiche, tra cui una storica pubblicazione del movimento, Croce Nera  Anarchica.

Ad aprile 2019, con la sentenza del processo di primo grado, i compagni  Alessandro, Alfredo, Anna, Marco e Nicola sono stati condannati a pene  tra i 5 e i 20 anni di reclusione, mentre altri 18 sono stati assolti e  due tra questi scarcerati. Nel caso di Alfredo e Nicola, anni di  prigionia che si vanno ad aggiungere alla precedente condanna per il  ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto  Adinolfi. Un’ azione realizzata a Genova il 7 maggio 2012 e rivendicata fieramente in tribunale dai due compagni durante il processo che è  seguito al loro arresto avvenuto nel settembre dello stesso anno.

L’inchiesta «Scripta Manent», diretta dal pubblico ministero Roberto  Sparagna, cerca di reinterpretare le diverse visioni teoriche nel  movimento anarchico, e in maniera strumentale, schematizzarle a fini  repressivi in presunte «aree» e relativi «esponenti», differenziando fra  anarchici cattivi e pericolosi ed anarchici buoni, tentando di isolare i  compagni con lo scopo di poterli seppellire sotto anni di galera e  regimi speciali di detenzione.

Tonnellate di cemento su di loro e soprattutto – sperano servi dello  stato, inquisitori e giudici – sulle pratiche di cui sono accusati.  Azioni che hanno saputo portare avanti continuità nella lotta e rompere  la pacificazione sociale degli ultimi vent’anni, sostenendo senza mezzi  termini un conflitto radicale contro il potere, contro lo stato, le sue  istituzioni, le sue carceri e i suoi carcerieri, contro governanti,  potenti e padroni che – oggi come ieri – non hanno certo smesso i propri  panni e il proprio lavoro: opprimere, sfruttare, dominare, soggiogare,  sottomettere, ammazzare in nome dell’ordine, del profitto, della patria,  degli interessi di sempre.

Qualcuno ha pagato il genocidio del nucleare, qualcuno ha pagato le  incursioni militari e di guerra nei propri territori depredati per le  risorse, qualcuno ha pagato la violenza istituzionale dello Stato e  della polizia, qualcuno ha pagato la segregazione nei CIE e nelle  carceri.

Le pratiche e le metodologie rivoluzionarie che hanno risposto al  genocidio del nucleare,alla guerra e al militarismo, alla depredazione  delle risorse dei territori, alla violenza istituzionale dello Stato e  della polizia, alla segregazione delle carceri e dei lager detti CIE,  per cui sono imputati i compagni a Torino sono anche le nostre. Le  difendiamo fermamente perché esse, in quanto bagliori di libertà in un  mondo di sottomissione, colpiscono i responsabili della nostra  condizione di sfruttati, di oppressi, e danno la possibilità di  riflettere criticamente e radicalmente sulla natura dell’oppressione  stessa, prefigurando il sogno e l’ideale per il quale lottiamo.

Esattamente allo stesso modo, per le stesse ragioni, sentiamo nostra  l’azione di cui è accusato Juan, un attacco contro una sede della Lega  Nord a Treviso nell’agosto 2018, il cui processo inizierà a Treviso a  novembre di quest’anno. Dedichiamo un pensiero di rabbia e affetto per  questo compagno che, fino all’arresto avvenuto a maggio 2019, ha saputo  sottrarsi per alcuni anni al controllo asfissiante cui siamo sottoposti  nell’attuale ordine sociale, che disertando il percorso imposto dal potere, quindi affermando risolutamente la propria determinazione e  autonomia individuale, ha saputo intraprendere sentieri non tracciati di libertà.

Ribadiamo che le diversità, la pluralità, i dibattiti e finanche le  polemiche sono, da sempre, tra le grandi ricchezze del movimento  anarchico e dell’anarchismo in generale. Riaffermiamo che le pratiche di  cui sono accusati i nostri compagni sono una viva e insopprimibile  espressione della lotta contro l’autorità, una parte integrante delle  esperienze e delle lotte del movimento rivoluzionario. Oggi come ieri,  solidarizziamo apertamente con gli imputati dell’operazione «Scripta  Manent», con Juan, e anche con Flavia,Francesca,Nico,Roby,Claudio e  Carla, prigionieri/e delle ultime operazioni repressive.

In questa giornata salutiamo anche Beppe e Natascia, in carcere da più  di un anno, accusati di aver praticato la solidarietà rivoluzionaria con  i prigionieri e gli oppressi. A loro va tutto il nostro sostegno, così  come a tutti gli/le anarchici/e e i/le rivoluzionari/e imprigionati/e  nelle carceri dello Stato in Italia e nel mondo.

Rompere l’isolamento!

Anarchici Anarchiche e solidali

Ricordiamo alcune altre iniziative che si terranno in questo mese  nell’ambito della mobilitazione in solidarietà agli imputati del  processo «Scripta Manent» che anima diverse città.

7-8-9 Settembre, Aula bunker del carcere delle Vallette – TO – Presenza solidale in aula nelle date del 7, 8 e 9 settembre in cui il PM  riprenderà parola, perchè in quell’aula verrà decisa la strategia futura  delle procure nei riguardi degli anarchici/e.

Giovedì 24 Settembre dalle 9,00

PRESENZA ALL’AULA BUNKER DEL CARCERE DELLE VALLETTE (dentro e fuori)

Sabato 26 Settembre ore 11

PRESENZA SOLIDALE IN PIAZZA BORGO DORA  (TORINO)

Domenica 27 Settembre dalle 15,00

PRESIDIO AL CARCERE DI ALESSANDRIA

Solidali con gli imputati nel processo «Scripta Manent». Ostili all’alienazione dei processi in videoconferenza e ai  provvedimenti per impedire la presenza solidale in aula.  Contro tutte le forme di reclusione. Per non dimenticare le proteste e  le rivolte nelle carceri del Marzo scorso, represse dallo Stato con 13  morti, pestaggi e trasferimenti di massa. Per rivendicare che lottare è giusto e necessario.

Volantino Genova PDF