Grecia: Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’ufficio del Servizio Finanziario Pubblico

Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’ufficio del Servizio Finanziario Pubblico nell’area di Cholargos e indizione di un mese in solidarietà con gli anarchici Dimitris Chatzivasileiadis e Vaggelis Stathopoulos

Da anarchici, crediamo di non aver bisogno di scrivere molto sulla scelta dell’obiettivo. Si tratta di strutture statali che contribuiscono al dissanguamento economico dei poveri, a cacciare le persone dalle loro abitazioni, o a condurre al suicidio e alla depressione. Azioni simili a questa sono state compiute da altre formazioni in passato.

Il 23 aprile due compagni anarchici, Dimitris Chatzivasileiadis e Vaggelis Stathopoulos, sono stati condannati dalla giustizia civile. Il primo, che si trova in clandestinità da un anno e mezzo, ha assunto la responsabilità per le armi da fuoco, per l’esproprio e per un’organizzazione di guerriglia: l’Autodifesa Rivoluzionaria. Il secondo è ostaggio dello Stato per il fatto di essere stato solidale quando Chatzivasileiadis chiese il suo aiuto a seguito del proprio ferimento verificatosi durante l’esproprio del casinò statale. La mafia giudiziaria ha condannato V. Stathopoulos a 19 anni di carcere e D. Chatzivasileiadis a 16 anni, quest’ultimo processato in contumacia.

Così, di riflesso, abbiamo scelto, deciso e colpito con animo incendiario quattro giorni dopo il processo, il 28 aprile, in segno di solidarietà con i compagni. Il nostro obiettivo era l’ufficio delle imposte dell’ΔΟΥ [Δημόσια Οικονομική Υπηρεσία, Servizio Finanziario Pubblico] di Cholargos [nell’area metropolitana ateniese], in via Venizelou, a pochi metri dalla casa dove sono state trovate le armi e altre prove riguardanti l’indagine sull’Organizzazione di Autodifesa Rivoluzionaria. Abbiamo dato per scontato che si dovesse agire immediatamente e fare il necessario per dare un segnale di fuoco ai nostri compagni, un sorriso di solidarietà.

Per quanto riguarda il processo-farsa, conosciamo molto bene gli accordi dei viscidi giudici con i maiali del ΔΑΕΕΒ [Servizio antiterrorismo, “Direzione per la risposta ai crimini speciali di violenza”, Διεύθυνση Αντιμετώπισης Ειδικών Εγκλημάτων Βίας]. È il tentativo di stroncare e incriminare un esemplare movimento di solidarietà pratica. Non ci interessano i giochetti legali dell’innocenza o della colpevolezza, ma è certamente un onore avere tra noi dei compagni impenitenti e clandestini. Sappiamo bene quanto li ferisca il fatto che un guerrigliero anarchico sia latitante e che la rabbia dei poliziotti e dello Stato non si fermerà imprigionando il compagno solidale. Siamo sicuri che nel breve futuro a causa della loro impotenza lo getteranno ai ruffiani, cioè tenteranno di arrestare Chatzivasileiadis o addirittura di ucciderlo in caso di combattimento-inseguimento.

È inconcepibile e immorale che quando un anarchico si trova nell’illegalità e un altro è condannato ad anni di carcerazione l’«ambiente anarchico» resti con le mani legate. Naturalmente l’apatia di quest’ultimo non è una novità. Certo, ultimamente la situazione è soffocante, con la sinistra che invade sempre più lo spazio degli anarchici, sviluppandosi nella palude interna dell’alternativismo e della competizione micro-politica che si riproduce. Per disfarsi del riformismo, l’unica soluzione è agire con ogni mezzo. Avendo sempre presente l’autocritica: poiché tutti facciamo errori e non parliamo da avanguardia. Allo stesso tempo, lo Stato investe finanziariamente e militarmente per la polizia (reclutamento, acquisto di veicoli) per la gestione della crisi. La mantiene pronta e la rilascia quando serve ad indurre paura. La paura si rompe solo quando viene rotto anche il monopolio della violenza mantenuto dallo Stato. Non abbiamo bisogno di seguire i colpi dello Stato per avere delle risposte e poi fermarci a riposare quando quest’ultimo apparentemente non sta facendo nulla. Serve agire aggressivamente a partire dalle nostre condizioni. In un’epoca di paura e di controllo su ogni cosa (dalla sfera pubblica alla pandemia), le azioni offensive ci offrono vita e respiro.

Perciò prendiamo l’iniziativa di indire per maggio un mese di azioni in solidarietà con l’anarchico latitante Dimitris Chatzivasileiadis e con l’anarchico, ostaggio dello Stato, Vaggelis Stathopoulos. Azioni di attacco ai politici, ai giudici, agli uffici di Néa Dimokratía, alle forze di polizia e a chiunque si possa pensare. Le azioni, naturalmente, non sono limitate agli attacchi incendiari, ma comprendono anche interventi, imbrattamenti, sabotaggi, ecc. Dedichiamo loro i colpi di attacco, dedichiamo loro un maggio incandescente.

P. S.: Non dimentichiamo i prigionieri-anarchici della rivolta in Cile che si trovano in sciopero della fame dal 22 marzo. Compagni, tanti saluti e segnali di fuoco.

SOLIDARIETÀ, FORZA E COERENZA A DIMITRIS CHATZIVASILEIADIS
LIBERTÀ PER VAGGELIS STATHOPOULOS
COSTRUIRE NUCLEI DI AZIONE DIRETTA

Banda di Diffusione della Fiamma [Συμμορία Διάχυσης της Φλόγας]

Fonte: RoundRobin