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Cile: Dichiarazione del compagno sovversivo Pablo Bahamondes Ortiz

Storicamente, il carcere è stato progettato per coloro che, per vari motivi, non si inseriscono o non si sottomettono alla logica del dominio e dello sfruttamento che i potenti di turno offrono come il tipo di vita che dovremmo vivere.

Il carcere è un’ulteriore conseguenza della nostra incrollabile convinzione nel dichiararci eterni nemici del capitale, dello Stato e dei suoi lacchè. I prigionieri politici sono coloro che sacrificano la propria  vita per la propagazione e l’espansione dell’insurrezione permanente, contro la miseria e la distruzione del genere umano.

La sovversione è l’essenza stessa di ogni processo di lotta, sia essa popolare o rivoluzionaria, soprattutto quando raggiunge un punto tale in cui tende a ristagnare a seguito di numerosi eventi; quando gran parte dell’organizzazione accetta spazi di potere, diventando una lotta di natura istituzionale e inquadrata sotto le regole dei potenti, mantenendo così la governabilità dello Stato borghese e rubando sogni ai poveri.

La rivolta di ottobre è stato un momento in cui tutto l’odio e il malcontento si sono riversati contro l’intera classe politica. Ogni azione si è trasformata in violenza totale contro la proprietà privata, le istituzioni e gli apparati repressivi… una bella esplosione contro l’ordine costituito.

E ora…?

Dove indirizzare con questo risveglio?

Continueremo ad accettare offerte di potere?

Continueremo ad accettare un altro plebiscito per “umanizzare il capitale”?

Quanti fratelli e sorelle imprigionati, assassinati e mutilati dovremmo sacrificare?

Perché la dignità diventi un’abitudine, implica che ci sia la volontà e la prassi quotidiana in ogni compagno e in ogni comunità, nel far si che la lotta popolare faccia un salto di qualità, al di fuori dei margini istituzionali… Le urne o le loro riforme di merda non vanno bene qui… tutto è nelle nostre mani.

Le esperienze delle sconfitte passate rimangono vive… pulsano e crescono in modo tale che saremo in grado di circondare da tutte le parti coloro i quali, in una battaglia passata, ci hanno sconfitto.

Perché la dignità diventi un’abitudine, è urgente e necessario organizzarsi e lottare!

Sono grato a tutti coloro che oggi compiono diversi atti di solidarietà per chiedere la libertà dei prigionieri politici della rivolta, dei sovversivi e dei Mapuches.

Ma il più grande aiuto a chi di noi si trova oggi dietro queste mura non è solo la richiesta della nostra libertà, ma anche l’aumento della lotta per aprire al popolo maggiori vie di liberazione.

Oggi, in particolare, colgo l’occasione per inviare un grande abbraccio a tutti i kompas sovversivi e ribelli, che hanno mantenuto intatta la chiarezza della dignità e della convinzione, nonostante le loro lunghe sentenze, ringraziandoli per le loro sagge parole, rafforzando lo spirito indomito che ci portiamo dentro.

CON I NOSTRI FRATELLI E SORELLE CADUTI, NELLA NOSTRA MEMORIA E NELL’AZIONE

FINO ALLA VITTORIA O ALLA MORTE!

PER CONTINUARE A RAFFORZARE L’ORGANIZZAZIONE E LA PROTESTA POPOLARE!

FINCHÉ ESISTERA’ LA MISERIA, CI SARÀ LA RIBELLIONE!

NEWEN E KORAJE

Pablo Bahamondes Ortiz “OSO” Ortiz

Kompa sovversivo di Villa Francia

Ottobre 2020

Nota: il compagno Pablo è stato arrestato l’8 settembre 2018 insieme ad altre due persone mentre si trovava a bordo di in un veicolo intercettato dalla BIPE (Brigata Speciale di Investigazione della Polizia); all’interno sono stati trovati diversi fucili da caccia fatti artigianali; in seguito sono state perquisite le loro abitazioni  e sono state trovate altre armi e munizioni. La polizia ha informato la stampa che i detenuti erano sotto inchiesta per l’attentato esplosivo contro la Melipilla Judicial Assistance Corporation avvenuto nel maggio 2017 e sul punto di progettare possibili azioni (presumibilmente) prima della nuova data di commemorazione dell’11 settembre. Pablo è stato imprigionato per un certo periodo nel carcere di Alta Sicurezza, ed è attualmente ancora in carcere per la detenzione preventiva nel carcere di Santiago Uno, accusato secondo la legge sul controllo delle armi, e per l’attacco esplosivo contro il CAJ di Melipilla nella regione metropolitana.

Fonte: 325 NoState

Traduzione (in Italiano): Inferno Urbano