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Carovana Bialysturbo – Diario di bordo

Diario di bordo

Sabato 31 Ottobre: “vai di carica e di pizza: bella idea fare festa prima di una partenza”

Nonostante le feste e i raduni siano vietati la serata è andata bene, caricando i furgoni fino alle ultime luci del giorno, con il forno che iniziava a scaldarsi. Le tante palline di pizza non consumate si sono rivelate utili per realizzare una carrellata di mega-calzoni che ci siamo portati dietro per la gita dell’indomani.

Belle le sorprese di chi, all’ultimo, decide di aggiungersi, non sapendo però verso quale avventura ci stavamo buttando. Ci contiamo e siamo ben più della decina che pensavamo di essere!

Ovviamente la partenza del giorno dopo, come nei migliori momenti delle ferie di ferragosto, era tutta stress e avanti indietro da casa ai furgoni. Non avevamo previsto l’ora necessaria per le manovre e mettersi «in carovana». Ma si è riusciti lo stesso, a colpi di clakson e di quattrofreccie, a stare insieme.

Qualche rodaggio era necessario, e da non sottovalutare l’importanza del rapporto tra il livello di gasolio nel serbatoio ed il sapere bene la strada, visto che in pochi si ha voglia di usare la tecnologia in questa carovana.

Domenica 1 Novembre: «Terni 1»

Arrivatx al punto di ritrovo, eravamo già attesx dalle merde prima in borghese….e poi in divisa!

Le varie discussioni preventive di questa carovana sul da farsi in caso di controllo ci sono tornate utili, anche se alla fine la meglio ce l’hanno spesso loro… beh, momento playlist suoneria ridicola del digossino «crazy frog». In ogni caso a fine pomeriggio alcunx sono riuscitx a farsi sentire da dentro nonostante gli occhi che avevano addosso.

A Terni in quei giorni sappiamo che Juan ha avuto il suo primo colloquio a vis-a-vis con una compagna. Abbiamo saputo, dai giornali prima e poi con la conferma dei prigionieri che dentro c’erano positivi al covid, 67 detenuti e 4 secondini. Ci hanno espresso vivere «un’inferno, che dentro è come una guerra» e che il sostegno da fuori è necessario, che ci siano i e le compagnx che li vengono a salutare. Una frase un po’ enigmatica da parte loro: «vi aspettavamo oggi» ci ha lasciato pensare e riflettere sull’equilibrio non chiaro o evidente tra annunciare in via traverse la nostra presenza ed avere un’ effetto «sorpresa».

Infine a questa giornata, allontanandoci dalle varie guardie alle nostre calcagna, siamo andatx alle terme di Viterbo. Per ovvi motivi di tranquillità e benessere, che, come si sa, senza di esse, lottare diventa faticoso.

Lunedì 2 Novembre: «chiusura amministrativa delle Terme di Viterbo e Terni 2»

La sosta rilassante è stata di ben poca durata, visto che la mattina stessa varie macchine di Digos e municipale ci accerchiavano, chi per riprenderci con le telecamere, chi per chiudere le terme su ordinanza del municipio. Beh, la carovana non si vuole, dopo tanti confronti, rivendicare la chiusura delle terme…piuttosto delle carceri!

La volontà di tornare a Terni in un’azione kamikaze ci ha fatto fare un po’ di caroselli con le varie Digos, cercando di allontanarli in vari momenti, per cercare ancora una volta di avvicinarsi sotto le mura. Beh, con il blocco della polizia, paletta in mano all’ingresso della strada che porta al carcere, abbiamo deciso di arretrare con stile. Pero questo ha fatto scattare il secondo fermo, ma non per tuttx. Allora Terni 2 non è per il secondo fermo, bensì per il secondo saluto.

Qualcunx ipotizza a quel punto che la carovana di solidarietà si dovrebbe invece chiamare con un altro nome, e lasciamo a chi ci legge di lasciar andare la sua immaginazione…

In quei fermi i documenti di tutte le persone sono richiesti e ottenuti con varie forme di ricatti. Un po’ di notifiche sono state consegnate. E l’atteggiamento dello sbirro buono e quello incazzato confermato. Non siamo cadutx nella trappola delle minacce e provocazioni di essere portatx tuttx in questura nonostante uno sbirro abbia provato a metterci le mani addosso. Interessante anche come un digos aggiornava un poliziotto su cos’era questa carovana, che i siti web ne parlavano, che la carovana si rivendicava di andare sotto le carceri da Terni alla Sicilia, e dunque concludere che eravamo portatori di qualche disturbo.

Ebbene sì, proprio così.

Dopo un giro in quel di Terni, pensiamo che la forte tensione per il Covid dentro il carcere, la presenza di due compagni combattivi, lì prigionieri, e la volontà di schedare e studiare la carovana ci ha impedito di muoverci come avremmo voluto. Pero pensiamo che c’è da provare a continuare, anche perché lo spirito è buono nonostante « ‘ste merde attaccate al sedere».

In notturna si entra a Roma, anche dopo i primi guai di meccanica…

Martedì 3 Novembre: «Cassazione-Tour a Roma e Rebibbia»

Avevamo voglia, in quella giornata soleggiata romana, di sposarci tuttx quantx insieme. Allora è nata l’idea di cercare una chiesa schifosa dove mettere in atto quel brutto desiderio. Beh, ci è sembrato opportuno andare nel luogo dove i preti della santa giustizia si radunano, addirittura vestitx da babbo natale: LA CASSAZIONE. Oltretutto hanno pure come vicini i brutti giudici di sorveglianza di Roma, unici a decidere (bastonare ed uccidere) i e le prigionierx del regime 41 bis.

Il gps di questa allegra comitiva festaiola sbarella, e ci si ritrova a girare intorno a quell’orrido palazzo agghindato con pratini rasati al millimetro e palme trapiantate, fatalità proprio davanti alle porte principali. Quindi determinati a continuare i festeggiamenti il carrozzone si esibisce in concerti di clacson e strumenti arrabattati con tanto di giocoleria ai semafori per attirare l’attenzione dei malcapitati passanti e dei PdM (pezzi di merda) dentro quel teatro dell’orrore. I birilli in divisa decidono di fermare i festeggiamenti davanti al palazzo e peccato per loro ma gli animi non si spengono, anzi le voci si innalzano all’urlo di «anarchici in azione contro la cassazione, per tutti, per tutte LIBERTA’» o ancora «giudici, boia, sfidiam la vostra noia».

Che caso però che quel giorno dei compa dell’operazione Ritrovo e Bialystok avevano a che fare con questa corte, che oltre a dare sentenze incomprensibili, si permette di invitare i giudici vari (riesami o corte d’appello) a riformulare accuse invece di bocciarle o confermare. Esprimiamo qua massima solidarietà a chi ha a che fare con quest’ orrenda istituzione, che si vanta di essere l’ultima voce di un futuro di gabbia o di libertà. Forza e nervi saldi!

Durante quel fermo della polizia, lì davanti, le trattative rendevano bene l’idea dello stupore delle merde: si cercava un promotore, si voleva dare un nome a questa “manifestazione”, si cercava addirittura di sapere se una «F» su una targa significa Francia o Firenze. Si capisce che gli aggiornamenti sulle notifiche fatte il giorno prima non sono così immediati sui loro server informatici.

Insomma, dopo un po’ di meccanica e un free-shop scaricato in strada, la foto degli e delle sposatx coi furgoni davanti questa chiesa rende un bel sorriso per continuare questa giornata.

Gli invitati al matrimonio decidono di continuare l’after davanti a rebibbia dopo aver fatto un doveroso banchetto di nozze in un parchetto poco distante.

Mercoledì 4 Novembre: “Accoglienza Latina 1…e 2!”

La carovana decide di riprendere la strada e di salpare per Latina, si ferma in un autogrill chiuso alle porte della città per allontanare gli ospiti indesiderati che non si staccavano dalle costole dei furgoni. Sorpresa: non era una macchina sola a seguirli bensì cinque!! La situazione si complica un po’… le solite ore di merda, ma stavolta con colpo di scena.. perquisizioni travisate da ispezioni, per giustificare l’assenza di verbali alla mano. E come dicono loro «chi ha orecchie per intendere intenda!»

MA NOI SIAMO IN CAMPER!

Negativo tutto. Soprattutto i loro neuroni: ASSENTI.

«Aperitivo Eurospin, nuovo sponsor della carovana».

Per una buona continuazione della carovana, dopo le ore di fermo, le spese e gli aperitivi compulsivi permettono di ricompattarci tra i vari mezzi fermati qua e là. Perché anche altre persone erano state fermate. E di nuovo arriva la notizia che da fuori qualche voce è riuscita a spaccare il silenzio e la freddezza dei muri del carcere di Latina, per ben due volte!!

Scambiamo due parole con le persone che lavorano in quell’Eurospin: per loro il carcere è una merda, e ci consigliano che per andare là sotto dobbiamo dividerci, che siamo troppo visibili. Beh, consiglio segnato! Una ricicla di viveri al momento della chiusura, un dito medio alle guardi e hop!

Riprendiamo la strada!

Nonostante i messaggini a fogliettini di carta igienica con dediche varie buttate dal finestrino nei vari giri di rotonde, le guardie dimostrano una vera e propria adulazione nello starci dietro. Dopo qualche autodepistaggio comunque non li vediamo più, ed è con tranquillità e stanchezza… che ci si parcheggia nel Circeo.

Giovedì 5 e Venerdì 6 Novembre: «nel Circeo riprendiam fiato, e… Latina 3!»

La giornata parte in tutta calma tra lo spumeggiare delle onde, l’abbaiare dei nostrx amicx caninx, sessioni di yoga, nugoli di mosche e infinite chiacchiere per approfondire rapporti, amicizie e tante risate. Non mancano i tuffi in acqua e le skills (evoluzioni) alla carovana tra fari nuovi, mobili aggiustati e pulizie. La serata termina con un grande falò e le castagne sul bagnasciuga. Unico neo un po’ puzzolente la ramanzina da parte da quei pantaloniblù di rosso rigati per tenere a bada i nostri amicx loppidi.

Ma ormai si sà: la carovana una ne pensa 100 ne fà!

E così l’indomani, dopo il bel gesto del fornaio di zona che porta e offre alla wagen-platz le pagnotte per la giornata, si riparte a tutta birra con la voglia di salutare ancora una volta la nostra compagna prima di avventurarsi in una nuova direzione e una nuova regione. Tuttx (più o meno) di nuovo sotto le infami mura a farci sentire, poi prontamente una bella inversione a U e go go go verso le pizze fritte, il Vesuvio e le sorelle partenopee, ovviamente senza farci mancare un paio di controllini.

 Le cifre della carovana per gli amanti della matematica e statistica di strada:

    – 6 giorni

    – una trentina di calzoni

    – 6 saluti

    – 7 fermi

    – 0 multe (…per ora!)

    – 585 km (parte Laziale)

    – 3 regioni attraversate

    – 1 matrimonio

    – 1 denuncia

    – 2 notifiche

    – 782 accendini persi

    – 6 mezzi perquisiti

    – 514 accendini ritrovati

    – 2512 cappuccini di soia

    – tante urla dentro e fuori delle infami mura

Venerdi 6 Novembre: arrivo a Napoli… conferme ansie del traffico!

Nonostante c’eravamo preparatx molto bene al arrivo Napoletano, con un posto sicuro fuori città dove parcheggiare (cosa non da poco importante!), orientarci ed arrivare tuttx insieme, anche per ricompattarci con chi si impegnava in saluti a latina, si è rivelato come nelle migliori delle sfighe: CI SIAMO PERSI! e non una volta! beh, che bello pero, nel perdersi dopo un paio di peripezie nel traffico tentacolare Napoletano, alle 22h01, ora di copri fuoco, perdersi proprio sotto Poggioreale, così parte un saluto a suon di urla e di clacson (matrimonio docet) nonostante fossimo in pieno pallone per la strada. Quindi un arrivo come ci piaceva: sfidando il coprifuoco siamo arrivvatx al posto trovato per dormire senza farci mancare la ramanzina delle guardie che ci ricordano che il covid dilaga e la notte si deve stare a casa! Infine eccoci, mezzo dopo mezzo, a «casa», ovvero un campo occupato dove, grazie ad una mega ospitalità, staremo per più giorni.

Sabato 7 Novembre: Napoli, ci siamo! colazione! assemblea! chiacchiere! Napoli 1!

Da premessa, imparare a muoversi dalla periferia al centro in tantx, ritrovarcx ci è sembrato una bella sfida. Chi coi mezzi pubblici, chi in macchina, e chi in bici! Tanto di capello ax tre ciclistx dell’estremo, che cmq si sono fatti offrire la pizza mentre una ruota era da cambiare in strada!

Nonostante il convegno anti-carcerario non sia stato fatto, c’era una chiacchiera in uno spazio, che voleva mantenere alta la tensione/l’attenzione sulla situazione carceraria, dunque andare in strada sotto le carceri continuando un percorso territoriale, e integrare i nostri spinti carovaneschi per andare insieme girovagando. Grazie de core per il pranzo:pasta lenticchie preparata dagli abitanti del posto e i nostri banchetti distro liquorini serigrafie benefit, il primo della carovana, che per nostro obbiettivo di fare soldoni per le casse anti repressione ha dato i sorrisi.

Nel tardo pomeriggio un nutrito gruppo di compagnx saluta i prigionieri di Poggioreale dove ci comunicano che ci sono parecchi «positivi» al covid (più o meno una trentina solo in un padiglione)alcuni padiglioni non hanno ancora fatto il test e i detenuti malati non ricevono le giuste cure e restano nelle celle comuni assieme a chi resta negativo al virus senza nessuna precauzione. Li invitiamo a scrivere fuori, l’informiamo della varie proteste che compagnx prigionierx mettono in campo, esprimiamo la nostra forza e la nostra vicinanza con chi affrontare il carcere, il regime di 14bis, le merdate del tribunale di sorveglianza ed altro.

Dopo qualche slogan canzone ed effetto pirotecnico ci si perde, allontanandosi delle riprese della Digos, tra le strette e affollate vie del centro napoletano che non sembra troppo interessata al Dpcm.

Domenica 8 Novembre: Pozzuoli: carcere femminile

Nel pomeriggio la carovana si sposta verso il carcere femminile di Pozzuoli, dove osservati dall’immancabile digos con giacca e borsello cerchiamo di comunicare con le detenute,inizialmente senza ricevere risposte. (Abbiamo saputo che tempo fa dopo una protesta la direttrice a suon di ricatti aveva scoraggiato le prigioniere a rispondere ai saluti)

Ma dopo un po’ di musica e qualche slogan le detenute ci chiedono di spostarci dove siamo piu visibili e riparte di gran slancio un saluto emozionante con l’aiuto di ladyGaga.

Si torna in Wagen-platz falò musica e chiacchiere.

Lunedì 9 Novembre: pimp my van e incontri vari

Una giornata di re-styling per le nostre furghe per essere più discrete possibili in tempo di zone arcobaleno coprifuochi e semi lock-down decidiamo di darci un aria più sobria con attacchianaggi e un writer molto conosciuto della zona (di cui non sveleremo il nome,anche se il pezzo sul mezzo è stato firmato..)ci lascia una dedica sulla furgone.

Con la volontà di ri-beccarsi con le persone incontrare o conosciute dei primi due giorni e la voglia di prenderci una piazza (e una pizza) nel giorni a seguire, la giornata si riempie velocemente.

Martedì 10 novembre: A piedi…

Un giorno di decompressione con un giro in centro e così tra la folla napoletana siamo confortatx nella scelta di tirare su un iniziativa in piazza per farci conoscere, per parlare di carceri e delle due settimane di solidarietà ai prigionierx anarchicx. Anche perché a sentire la presenza importante di tante persone in centro non sarebbe affatto male esserci anche noi, e tra una pizza fritta e l’altra scegliamo la giusta piazza per farci vedere!

Lo sapevate che a Napoli i bagni pubblici scarseggiano ma se tenti di fare pipì tra i vicoli il bidet è gratuito e ti arriva volante direttamente dal balcone del primo piano? noi non lo sapevamo!

Mercoledì 11 novembre: in piazza noi ci andiamo: San Domenico viene A(c)cerchiata…

Portiamo in una delle piazze piu frequentate partenopee tante nostre arti,i nostri saperi e quello che siamo, tra gli immancabili banchetti distro e serigrafia ci prendiamo spazio per far capire a chi ci sta attorno chi siamo con la mostra realizzata dax compagnx del nord e con una jam session di tutto spessore con i/le musicantx abitué-es della zona.

I borsello-muniti ci osservano da lontano,ma dopo canti lirici e canzoni rivoluzionarie,si allontanano prima della chiusura di questa micro TAZ.

Volantinando a tutto spiano i/le vari curiosi/coraggiosi si avvicinano ed è un grande mischione di chiacchiere, dibattiti e confronti su fondo musicale.

Non è una leggenda che «pezzi di mondo si incontrano a Napoli», ed è con sorpresa che qualcunx rivede un compagno straniero dopo anni o che una persona dopo aver visto scritto «bialystok» e che ci chiede il perché ci dice di essere proprio nata in quella città!

Per scelta i liquorini o altri alcoolici non erano in vendita, nonostante ciò un po di grana è potuta entrare nella cassa benefit, si è sentito pero che i soldi non ci sono nelle tasche, ma tanto non importa, è ben altro che fa la ricchezza. Intanto tutti i nostri banchetti sono a offerta libera!

Verso sera torniamo in wagenplatz, dopo esserci salutatx avendo il sorriso di aver preso spazio, tempo e pure condiviso un passaggio per riportare un po di gente a casa!

Giovedì 12 novembre: Secondigliano – Peastum solo andata

Prepariamo i mezzi per il proseguo del viaggio e salutiamo con un po’ di tristezza alcunx compa e amicx che ripartono per la via del rientro (ma ci hanno promesso che ritorneranno)

Nel pomeriggio intentiamo un ultimo saluto al carcere di Secondigliano ma la logistica del posto ci impedisce di comunicare con i/le prigionierx ma bensì con le guardie e dopo un paio di tour per il quartiere decidiamo di abbandonare il progetto. Siamo un pò amareggiatatx ma ci rendiamo conto che dobbiamo capire meglio gli ambiti che circondano le carceri. Beh, in una carovana dopo l’andata c’è sempre il ritorno!

Per uscire di Napoli è stato epocale, dalla periferia nord della città, alle tangenziali preferiamo il sentro città! Che delirio! Ci dirigiamo verso sud,scegliendo per questa volta una meta balneare di un certo spessore storico.

Venerdì 13 Novembre: mare profumo di mareee

Ci lasciamo prendere dal profumo della salsedine e dalla sabbia che ci sfrega tra le dita dei piedi,i/le piu temerarie si lanciano in un bagno rinvigorente e la giornata ci passa veloce tra chiacchiere e risa. Beh, anche tra i vari sbatti della quotidianità: trovare l’acqua, i posti per ricicla o cibo a prezzi da fallimento, e sti furgoni che sono vissuti quindi sempre da sistemare qua e là!

Prossime punte: Attraversiamo le regioni, sempre più a sud

Fonte: bialystok.noblogs.org