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Atene (Grecia) – Aggiornamento sul processo alla CCF

Giovedi 8 Maggio erano previste la testimonianze difensive di A. Mitrousias, G. Karagiannidis, K. Sakkas e Stella Antoniou, tutte individualità che, come ha chiarito la CCF, non hanno nulla a che fare col suddetto gruppo.

All’inizio, il giudice ha letto un documento, prodotto dalla difesa di A. Mitrousias, dove si dimostra che A. Mitrousias sta frequentando un corso universitario in studi umanistici in carcere. Dopo, alcuni documenti sono stati presentati da Karagiannidis, dove si dimostra che nel momento in cui vennero spiccati i mandati d’arresto per i compagni della CCF, lui era ad una cerimonia di laurea presso l’università dove era iscritto.

Dopo ciò, i compagni della CCF hanno rilasciato una breve dichiarazione in merito al loro rifiuto di usare ciò che definiscono “il diritto democratico di avere testimoni difensivi”.

Di seguito la dichiarazione:

“Prima che inizi la deposizione dei testimoni difensivi, vorremmo ancora una volta rendere chiaro che Mitrousias, Karagiannidis, Sakkas e Antoniou non hanno nulla a che fare con la CCF. Siamo separati da un oceano di concetti, valori e differenze individuali, le quali rendono impossibile per queste persone avere qualcosa a che fare con la Cospirazione.

Allo stesso tempo, a questo punto del processo, vorremmo rilasciare una dichiarazione pubblica in merito alla nostra decisione di rigettare il “privilegio” di avere testimoni difensivi.

Ogni scelta, in modo che essa sia tale, deve essere un’azione recante un messaggio.

Il non voler testimoni difensivi non è un fatto saltato fuori dal nulla…

Potremmo convocare tutti i testimoni per parlare “della nostra partecipazione al movimento”, “della nostra consapevolezza politica”, “del comportarci bene” e “dei nostri studi”.

Siamo guerriglieri urbani anarchici e la nostra scelta è l’azione diretta e il conflitto armato con l’autorità.

Non ci nascondiamo dietro buone maniere e sprazzi di sensibilità sociale.

La cosa principale è che non abbiamo bisogno di qualcun altro che ci difenda e dica cose buone su di noi…

Ecco perché la maggior parte di noi non ha avvocati fin dall’inizio del processo (la corte li ha nominati per noi).

Ma anche quando gli avvocati sono stati nominati da voi, dal primo momento abbiamo tracciato una linea inviolabile. Nessuno di loro invocherà la presunzione d’innocenza, nessuno di loro chiederà clemenza.

Per noi l’unica “difesa” è il proseguimento della nostra azione.

Da questo punto di vista siamo felici perché dal 2008 quando la CCF ha iniziato, l’ascia di guerra non è stata seppellita neanche per un solo momento…

A questo punto il processo entra nella sua parte finale.

Il momento prima del verdetto.

Adesso gli accusati possono usare tutti i mezzi difensivi e diritti che la democrazia concede loro.

Possono convocare testimoni e scusarsi.

Noi non giocheremo a questo gioco.

Ci rifiutiamo di diventare supplici della democrazia. Insistiamo nel tenere una debita distanza che separa un guerrigliero urbano anarchico dai diritti garanti a lui dal nemico.

Non offriamo tregua, né ora né mai.

Restiamo in aula per salvaguardare e preservare l’onore della nostra organizzazione da qualsiasi possibile avventurismo politico.

Quindi ribadiamo che non accetteremo testimoni o avvocati che parlino per conto della nostra organizzazione.

Non abbiamo bisogno della sterile simpatia o della cosiddetta critica dei circoli di un movimento ufficiale, dal quale ci siamo noi stessi separati da anni dato che abbiamo scelto la guerriglia urbana.

E’ importante per noi rendere ciò pubblico, affinché sia chiaro.

Riguardo ad una possibile domanda, in merito al motivo per cui siamo rimasti in aula per tutto questo tempo, la risposta è semplice.

Mentre il processo ha preceduto con i testimoni, tra i quali molti agenti dell’antiterrorismo, abbiamo sottolineato nei nostri comunicati il modo del nemico di organizzarsi e muoversi, cosi come le loro manipolazioni. Da un punto di vista penale questo non ha rilevanza per noi, dato che non invocheremo alcuna presunzione d’innocenza. Politicamente comunque ciò dimostra che l’autorità sta usando tutti i mezzi, allontanandosi anche dalla propria condotta, per colpire la guerriglia urbana.

E’ importante per noi rendere ciò pubblico, affinché sia chiaro. Non ci sono più illusioni.

Sorge anche un altro dilemma. “LA LOTTA ANARCHICA SARA’ ILLEGALE O SARA’ SOLO PAROLE”.

Fonte: Croce Nera Anarchica